content top

Il procedimento ingiuntivo europeo

Dopo l’entrata in vigore delle ultime norme in materia, è finalmente possibile seguire una procedura comune in tutti i paesi membri dell’Unione Europea per ottenere un provvedimento giudiziario da far valere sul loro territorio. A tal fine, si ritiene opportuno riportare di seguito i due testi normativi di riferimento per l’attivazione della procedura di recupero crediti in europa, anche se le problematiche applicative e i dubbi conseguenti richiederanno un particolare approfondimento dell’argomento. Per il procedimento ingiuntivo comunitario, si allega il Regolamento (CE) n. 1896/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, che istituisce un procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento. Per l’esecuzione del titolo giudiziale formato in uno stato straniero, invece, si potrà fare riferimento al Regolamento (CE) n. 805/2004 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004, che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non...

Pegno presso terzi e ritenuta d’acconto...

Mi pare interessante segnalare ai creditori procedenti che l’art. 21 della L. 27/12/1997 n. 449 al comma 15 prevede che anche in caso di pignoramento presso terzi, qualora ne ricorrano i presupposti, vanno applicate le disposizioni sulla ritenuta d’acconto. Pertanto, dopo la notifica dell’ordinanza di assegnazione, nel caso in cui il credito si riferisca a somme per le quali, ai sensi delle predette disposizioni, deve essere operata una ritenuta alla fonte, i terzi pignorati, se rivestono la qualifica di sostituti d’imposta ai sensi degli articoli 23 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, devono operare all’atto del pagamento delle somme la ritenuta d’accordo nella misura del 20% (secondo modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate). Il caso classico è quello delle Banche, terze pignorate, che rivestono la qualifica di sostituti d’imposta ai sensi degli articoli 23 e seguenti del DPR n. 600/1973, che non dovrebbero applicare la ritenuta alla fonte qualora per il debitore non dovrebbe essere operata; purtroppo invece, solo al fine di tutelarsi, gli istituti di credito in tal caso applicano comunque la ritenuta, a meno che l’ordinanza di assegnazione non specifichi la circostanza, cosa che può avvenire solo se il creditore, tramite il proprio legale, chieda espressamente al Giudice di specificare se il credito si riferisce a somme per le quali deve essere operata una ritenuta alla fonte, ai sensi delle disposizioni vigenti in materia (titolo III del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 , e successive modificazioni, nonché articolo 11, commi 5, 6, 7 e 9 della legge 30 dicembre 1991, n....

Mediazione immobiliare

Su questo argomento si segnala un’importante sentenza ottenuta dall’Avv. Gabriele Catalini che, dopo una causa durata poco più di due anni, ha ottenuto una chiara ed esaustiva pronuncia, che si ritiene opportuno riportare per esteso Tribunale di Parma, sentenza n. 1407 del...

Assicurazioni: indennizzo diretto

La Consulta ha precisato che anche dopo l’entrata in vigore del D.lgs. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private) sono ammissibili, oltre all’azione diretta, le tradizionali azioni di responsabilità civile, ivi inclusa quella di cui all’art. 2054 c.c. I Giudici – Corte Costituzionale n. 180 del 19/06/2009 – hanno infatti avuto modo di ritenerlo, fra le altre cose, in quanto “la tutela dei consumatori e più in generale dei contraenti più deboli avuto riguardo alla correttezza dei messaggi pubblicitari e del processo di liquidazione dei sinistri, compresi gli aspetti strutturali di tale servizio”, si estrinsecano attraverso il riconoscimento di una ulteriore modalità di tutela. In tal modo, pertanto, hanno confermato l’attuale esperibilità dell’azione ex art. 2054 c.c. e di quella diretta contro l’assicuratore del responsabile...

Next Entries »