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Circolare Cnf sul recupero debiti formativi Avvocati...

Circolare del Cnf agli Ordini forensi. Inviato anche un questionario su mediazione e formazione permanente. Roma, 25/01/2011. Recupero dei debiti formativi nella misura di 15 entro il 31 luglio prossimo; riesame del testo delle specializzazioni con l’invito agli Ordini forensi di riassumere le proprie osservazioni entro il 28 febbraio; invio di un questionario su mediazione e formazione permanente per verificare lo stato dell’arte presso gli Ordini in vista di eventuali supporti da parte del Cnf. Sono queste tre delibere che il Consiglio nazionale forense ha assunto nella seduta amministrative del 22 gennaio scorso e che sono state comunicate oggi agli Ordini forensi con due circolari (nn. 2-C-2011 e 3-C-2011). Le delibere sono frutto della riflessione emersa nel corso della riunione del Cnf con i presidenti degli Ordini e delle Unioni regionali, nella quale si è ribadito l’impegno comune delle istituzioni forensi sulle materie di interesse dell’avvocatura. Vediamole in dettaglio. Regolamento specializzazioni. Il Cnf ha deliberato di riesaminare il testo del regolamento sulle specializzazioni, la cui entrata in vigore è prevista per il 30 giugno 2011. A questo fine, il Cnf chiede agli Ordini di inviare il riepilogo delle osservazioni già avanzate in sede di dibattito prima e dopo il Congresso di Genova entro il 28 febbraio. Questo al fine di consentire una disamina più dettagliata di tutti i profili segnalati nel corso degli ultimi mesi, tenendo il passo con le scadenze temporali connesse ai procedimenti in atto. Nella more, il Cnf acquisirà le opinioni delle Associazioni forensi e successivamente si riunirà con gli Ordini per poi definire il testo del regolamento. Recupero debiti formativi. Gli avvocati che non hanno maturato i 50 crediti formativi del corso del primo triennio (2007-2010) di applicazione del regolamento sulla formazione permanente potranno colmare per una parte questo gap recuperando entro il 31 luglio prossimo 15 crediti mancanti. Fermo restando in ogni caso l’assolvimento dell’obbligo di formazione continua per il triennio 2011-2013. La decisione del Cnf consegue alla considerazione che il primo triennio ha costituito una fase sperimentale “impegnativa” quanto alle modalità di offerta e di assolvimento dell’obbligo, invitando a considerare con “necessario buon senso” l’aspetto deontologico. Nella delibera il Cnf ha dato atto dell’impegno profuso dai Consigli dell’Ordine per superare le difficoltà organizzative incontrate nell’offrire ai propri iscritti la possibilità di partecipare ad eventi formativi tendenzialmente gratuiti; oltre che della circostanza che ormai...

CODICE DEONTOLOGICO FORENSE

CODICE DEONTOLOGICO FORENSE PREAMBOLO L’avvocato esercita la propria attività in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi della persona, assicurando la conoscenza delle leggi e contribuendo in tal modo all’attuazione dell’ordinamento per i fini della giustizia. Nell’esercizio della sua funzione, l’avvocato vigila sulla conformità delle leggi ai principi della Costituzione, nel rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e dell’Ordinamento comunitario; garantisce il diritto alla libertà e sicurezza e l’inviolabilità della difesa; assicura la regolarità del giudizio e del contraddittorio. Le norme deontologiche sono essenziali per la realizzazione e la tutela di questi valori. TITOLO I – PRINCIPI GENERALI ART. 1. – Ambito di applicazione. Le norme deontologiche si applicano a tutti gli avvocati e praticanti nella loro attività, nei loro reciproci rapporti e nei confronti dei terzi. ART. 2. – Potestà disciplinare. Spetta agli organi disciplinari la potestà di infliggere le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme deontologiche. Le sanzioni devono essere adeguate alla gravità dei fatti e devono tener conto della reiterazione dei comportamenti nonché delle specifiche circostanze, soggettive e oggettive, che hanno concorso a determinare l’infrazione. ART. 3. – Volontarietà dell’azione. La responsabilità disciplinare discende dalla inosservanza dei doveri e dalla volontarietà della condotta, anche se omissiva. Oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell’incolpato. Quando siano mossi vari addebiti nell’ambito di uno stesso procedimento la sanzione deve essere unica. ART. 4. – Attività all’estero e attività in Italia dello straniero. Nell’esercizio di attività professionali all’estero, che siano consentite dalle disposizioni in vigore, l’avvocato italiano è tenuto al rispetto delle norme deontologiche del paese in cui viene svolta l’attività. Del pari l’avvocato straniero, nell’esercizio dell’attività professionale in Italia, quando questa sia consentita, è tenuto al rispetto delle norme deontologiche italiane. ART. 5. – Doveri di probità, dignità e decoro. L’avvocato deve ispirare la propria condotta all’osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro. I – Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare l’avvocato cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, salva ogni autonoma valutazione sul fatto commesso. II – L’avvocato è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l’attività forense quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l’immagine della classe forense. III – L’avvocato che sia indagato o imputato in un procedimento penale non può assumere o mantenere...